In questo blog, Fausto è stato nominato varie volte, ho pure pubblicato delle sue foto, ma sempre a trattini, senza mai parlarne esplicitamente.
Oggi, mi è tornato particolarmente in mente il nostro incontro…
Era nel 2001. Dal mese di marzo lavoravo in hotel, prima esperienza del genere per me, come portiere di notte, 6 giorni a settimana. Così, dopo avere lasciato la Francia per l’Australia, l’Australia per l’Italia dove avevo iniziato – e concluso - un’esperienza alla Folletto assai disastrosa, dopo un periodo di disoccupazione di 5 mesi ero entrato di nuovo nella società civile…
Reduce di 3 esperienze sentimentali finite in un flop clamoroso.
Una in Francia, conclusa dopo 12 anni di convivenza davvero atipica e molto particolare, ma il contesto era anch’esso particolare.
Una al mio arrivo in Italia, con un ragazzo 18enne, durata 3 mesi, colpo di fulmine che non ha resistito alla sua immaturità ma mi lasciò sconvolto e distrutto per 4 mesi.
Un’altra durata neanche 2 mesi, ma la non accettazione del suo essere gay da parte del ragazzo, quasi 30enne, mise un termine brutale alla nostra storia il giorno del mio compleanno.
In luglio, iniziò quello che mi porta oggi a scrivere questo post…
Dovevo recarmi a Modena, e non conoscendo il percorso, ci si era accordati sul fatto che Fausto, che non conoscevo, mi avrebbe aspettato all’ uscita del casello autostradale.
Ero rimasto nella mia vecchia Panda grigia di 250 000 km, la quale partiva solo se in folle, in alto di una discesa, mentre lui era sceso della sua auto, per salutarci e dirmi di seguirlo.
Di sicuro non corrispondeva ai miei canoni estetici, non era il mio tipo, nulla poteva lasciare indovinare il seguito.
Avendo del tempo libero davanti a noi prima della serata, mi portò in città per una breve visita del centro che non conoscevo per niente, per poi andare a casa sua dove ci si doveva preparare.
Lui condivideva l’appartamento con un altro ragazzo, che questo sabato di luglio non c’era.
Ed è proprio li, mentre mi faceva gli onori di casa, che è scattata la scintilla.
Mi ricorderò sempre di noi seduti sul divano, ad avvicinarci impercepibilmente, fino ad essere ad un soffio l’uno dal altro… Le dita che si sfiorano, le mani che stentano a toccarsi ma non reggono a lungo, le labbra così vicine ma così lontane… Durante quanto tempo non lo saprei dire, un eternità…
Avevo il cuore che batteva a 10 000, tremavo tutto, le mani erano gelide… Si cercava di parlare del più o del meno ma alla fine fu il silenzio il nostro complice, mentre eravamo presi da un infinità di sensazioni…
Fu Fausto a fare il primo passo, a guadagnare quel millimetro che mancava per un lunghissimo bacio, così intenso e che avrei voluto fare durare una vita.
Svolta la serata, essendo di riposo, abbiamo deciso che sarei rimasto a dormire a casa sua quella notte. Meravigliosa. La nostra prima notte assieme.
Ho passato la mattinata ad aspettarlo, mentre lui faceva volontariato, e quando tornò fu un esplosione totale, fino alla mia partenza per Vicenza, dovendo riprendere il turno alle 24.00.
Mai partenza fu così dolorosa e difficile…
Ce ne furono tante altre, scendevo a Modena il mercoledì, dopo poche ore di sonno e tornavo prima di iniziare il turno, mentre durante il week end si faceva a turno, un sabato lui, un sabato io.
Nessuno di noi sapeva allora quali difficoltà avremmo dovuto affrontare assieme, nessuno immaginava quanto la vita in due, tanto desiderata, sarebbe rimasta la vittima del quotidiano, del lavoro, ed anche altro.
Ma si regge, con nei progetti la volontà di vivere una vita di coppia più appagante. L’amore c’è. Il resto è presa di coscienza, soprattutto, e organizzazione.